“The Greatest Showman”: sulla scia di “La La Land”, un nuovo film musical!

Se avevo iniziato il 2017 con un film musical – ossia “La La Land” – ho terminato il 2017 con un’altro film musical dal titolo “The Greatest Showman”.

Visto il giorno d’uscita, il 25 dicembre, lo considero il mio film di Natale. Io non amo i cinepanettoni (anzi diciamo che li odio e li trovo una perdita di soldi) e ogni Natale cerco un film che diventi il “mio film di Natale” e di solito cade la scelta su un film Disney, ma quest’anno ho scelto la magia del musical e il fascino del circo.

Con un cast vario e azzeccato, da Michelle Williams (vi ricordate Jen di “Dawson’s Creek”? Beh, la ragazza ha fatto strada!) a Hugh Jackman (ormai ha abbandonato gli artigli di Wolverine), passando per Zac Efron (ha bisogno di presentazione?!), arrivando a Zendaya (star della Disney, classe 1996) e concludendo con Rebecca Ferguson (protagonista del film “La ragazza del treno”).

“The greatest showman” personalmente l’ho definito un mix tra “La La Land” e “Moulin Rouge” e se volete conoscere il perchè di questo mio paragone, continuate a leggere!

Titolo originale: The Greatest Showman

Titolo italiano: The Greatest Showman

Regia di: Michael Gracey

Distribuzione: 20th Century Fox

Uscita italiana: 25 dicembre 2017

Cast: Hugh Jackman, Michelle Williams, Zac Efron, Zendaya, Rebecca Ferguson.

Trama: Inizio Ottocento. Phineas Taylor Barnum è il figlio di un sarto che muore catapultando il bambino nel buio di un’infanzia dickensiana. Ma P.T. crede nel sogno americano di inventarsi un’identità nobile ritagliata dalla stoffa dei sogni, e il suo amore di gioventù, la dolce Charity, abbandona i privilegi della propria casta bramina per seguire le visioni di quello che diventerà suo marito e il padre delle loro due figlie. Per Barnum, convinto che ogni progetto debba essere realizzato “cinque volte più grande, e dappertutto”, nulla è abbastanza: non il Museo delle stranezze che edifica nel centro di Manhattan per lo sgomento (e la curiosità morbosa) dei newyorkesi, non il circo che porta il suo nome in cui si esibiscono la donna barbuta e il gigante irlandese, il nano Tom Thumb e i gemelli siamesi. Perché quando P.T. Barnum “sta arrivando”, lo fa come un ciclone inarrestabile che travolge ogni cosa al suo passaggio: steccati e ipocrisie, ma anche legami e sentimenti. (fonte)

Candidato a 3 Golden Globes, “The Greatest showman” ci racconta la vera storia del primo “enterteiner” della storia americana, colui che – si può dire – ha creato il “circo” che tutti noi conosciamo: Phineas Taylor Barnum.

Figlio di un sarto, rimasto orfano da bambino, conosce una ragazza di buona famiglia con la quale intratterà per anni una relazione epistolare, mentre lei cresce in una scuola di “buone maniere” e lui cresce per strada, rubacchiando qui e là. Quando trova un lavoro ed ormai è abbastanza adulto, chiede la mano della ragazza al padre che, riluttante, gliela concede e i due iniziano a vivere in una piccola casa malconcia, avendo poi due bambine.

Quando P. T. perde il lavoro, a causa della crisi, innamorato del canto e dell’arte in generale, anche grazie alle sue due bambine e alla moglie che lo spronano “a buttarsi”, decide di farsi dare un prestito e riaprire un vecchio teatro, dove deciderà di “mettere in mostra” delle persone “strane”, che nella vita vengono denigrate, mentre sotto i riflettori possono diventare delle star!

Così inizia a fare dei provini e incontra la donna barbuta con una meravigliosa voce, un uomo molto alto che diventerà il gigante irlandese, due gemelli siamesi, un uomo affetto da nanismo che cavalcherà un cavallo bianco vestito da ufficiale, e tanti altre persone straordinarie.

In poco tempo mette su un cast di “freak” (come venivano chiamati ai tempi gli individui “strani”) ed mette in scena i suoi spettacoli, ogni volta con il tutto esaurito… crea, così, il circo. Ad aiutarlo ci sarà un ragazzo ricco che, fino a quel momento, collezionava solo scandali, ma il quale diventerà un degno braccio destro per il nostro enterteiner.

Da povero orfano quale era, P. T., diventa famoso e ricco, tanto che acquista un’enorme villa per la sua famiglia dando finalmente ciò che aveva sempre sognato di poter offrire a sua moglie, la quale l’ha sempre seguito in ricchezza e povertà. Il successo, però, gli fa perdere la giusta via e si ritrova a viaggiare per il mondo con una donna soprano, chiamata “L’usignolo svedese”, finché non capisce che il posto in cui lui deve stare è dove vi è la sua famiglia, ossia la moglie, le due figlie e il suo amato circo.

Non serve che tutto il mondo ti ami. Bastano poche persone buone.

L’interpretazione dei protagonisti principali mi ha stupita, sopratutto quella di Jackman e della Williams che non sapevo sapessero cantare così bene. Su Zac Efron, invece, non avevo dubbi perchè dai tempi di “High School Musical” ci ha fatte innamorare oltre che del suo bel viso, anche della sua voce e delle sue eccellenti doti da ballerino. Il personaggio che più mi ha stupito, non conoscendolo, è stato quello della donna barbuta, interpretata da Keala Settle.

Ho amato tutte le canzoni, dal primo minuto del film all’ultimo. Mi sono molto piaciute anche le coreografie che, come ho detto ad inizio post, mi hanno ricordato “La La Land” e “Moulin Rouge”. Vi lascio qui sotto una clip per farmi comprendere meglio cosa sia “The Greatest showman”.

Un film da assaporare, che mixa perfettamente il cinema all’arte circense. Probabilmente non verrà osannato come “La La Land”, ma secondo me merita il prezzo del biglietto… e anche qualcosa in più!

Prima di salutarvi, vi lascio la canzone “This is Me” candidata ai Golden Globes!
Enjoy <3

xoxo,

Gina.

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