“November 9”, Colleen Hoover – recensione.

Prima di questo blog ne avevo un’altro sulla piattaforma Blogspot e ho pubblicato diverse recensioni di libri che mi sono piaciuti o meno. Pian piano vorrei riproporre su questo nuovo angolo le recensioni dei libri che più o amato negli ultimi mesi – come ho già fatto per il romanzo “Non fa più rumore” e “Tutta la pioggia del cielo”.

Oggi vi voglio parlare di un’autrice che io adoro particolarmente, ho letto tutti i suoi romanzi e ogni suo lavoro mi arriva dritto al cuore.

Sto parlando di Colleen Hoover e il suo “Novembre 9”.

Colleen Hoover con sbaglia un colpo! Adoro questa autrice e continuerò a leggerla.

C’è chi non predilige il suo lato tragico delle storie d’amore che racconta, ma io sì. Non l’ho mai trovata esagerata, anzi… credo che lei riesca a cogliere ogni sfaccettatura dell’animo e della psicologia umana, i suoi amori sono sempre puri e veri, le sue storie sono VERE.

La amo! E il mio amore per la sua scrittura ha toccato l’apice con “Novembre 9”.

Titolo originale: November 9

Titolo italiano: Novembre 9

Autore: Colleen Hoover

Pagine: 308

Edizione: Leggereditore

ISBN: 978-8865087565

Prezzo: € 6,99 (ebook) – € 14,90 (cartaceo)

Genere: Contemporary romance

Voto: 5/5

Trama: È il 9 novembre quando, durante un pranzo con il padre, Fallon incontra Ben per la prima volta. È un giorno speciale per lei, non solo perché sta per trasferirsi da Los Angeles a New York, ma anche perché ricorre l’anniversario dell’evento che ha segnato per sempre la sua vita, il terribile incendio che le ha lasciato cicatrici su gran parte del corpo, impedendole di continuare la sua carriera da attrice. Contro ogni previsione, la conoscenza tra i due si trasforma subito in qualcosa di più, ma Fallon sta per partire e sembra esserci tempo solo per il rimpianto. Come per strappare al destino quell’inevitabile separazione, Ben le promette allora che scriverà un romanzo su di loro, proponendole di ritrovarsi il 9 novembre di ogni anno, fino a che non ne compiranno ventitré. È così che ogni 9 novembre i due protagonisti aggiungono un nuovo capitolo alla loro storia, finché qualcosa non arriva a sconvolgere le loro promesse e a mettere alla prova i loro sentimenti, tra i dubbi di Fallon e le mezze verità di Ben.

“November 9” (scusate ma non riesco a chiamarlo con il titolo italiano!) è narrato con POV alternati dei due protagonisti. Ho trovato originale la scelta della Hoover del narrare la storia di Fallon e Benton ogni anno, il 9 novembre. Ad inizio libro capisci perfettamente perchè questa data è tanto importante per Fallon: è la data dell’incidente in cui è rimasta ferita sia nell’animo che sulla pelle, un incendio divampato in casa del padre quando lei era andato a trovarlo. Ma il 9 novembre è importante anche per Benton, ma lo capirete solo verso la fine del romanzo.

Fallon & Benton si incontrano, appunto, il 9 novembre in un ristorante, mentre lei è a pranzo con il padre. Quest’ultimo è un ex attore, come la figlia: dopo l’incendio Fallon – che aveva una promettente carriera da attrice – ha perso il lavoro e nessuno, causa le cicatrici che ha sul volto, a Los Angeles vuole offrirle un lavoro. Benton “corre” in aiuto di Fallon quando sente il padre denigrarla: come può un padre insultare la propria figlia – una figlia “bellissima, ca**o” – per le cicatrici che ha in volto?!

Sei splendida perchè mi fai sentire splendido.

Così i due passano insieme il 9 novembre, ed entrambi sentono una forte attrazione, sia mentale che fisica, l’una verso l’altro.

Nonostante Benton sia esplosivo, carismatico ed attraente, Fallon – memore delle parole di sua madre, la quale le ha sempre ripetuto che si è grandi solo da 23 anni per innamorarsi, ma non alla sua età (18 anni) – non cede (a parte per dei baci veramente hot che si scambiano) e afferma con convinzione che dovrebbero non sentirsi ne vedersi fino al 9 novembre di un anno dopo, in cui le loro vite devono andare avanti… se sarà destino l’anno dopo potranno passare una giornata insieme, e sarà così per i 5 anni consecutivi.

Decidono così, prima che Fallon si trasferisca a New York, di rivedersi il 9 novembre successivo per capire se la loro relazione potrà diventare davvero una relazione. Benton accetta e, dato che studia per diventare uno scrittore, decide di cominciare a scrivere un romanzo sulla loro storia, un romanzo che terminerà 5 anni dopo. Dovranno scoprire insieme se terminerà con un happy ending…

Quando trovi l’amore, lo afferri al volo.
Ti ci aggrappi con entrambe le mani e fai tutto ciò che puoi per non lasciarlo andare. Non puoi voltargli le spalle come se niente fosse e pretendere che resti lì ad aspettare il momento in cui sarai pronta.

Io personalmente sono innamorata follemente di Benton: dopo Ridge (protagonista di “Forse un giorno”, ndr.) è il migliore personaggio maschile creato dalla Hoover. Anche Fallon mi è piaciuta: insicura, ma forte. Debole nelle sue cicatrici, ma temeraria con i suoi occhi verdi.

Ovviamente la scrittura della Hoover è sempre coinvolgente e “da farfalle nello stomaco”: giuro – GIURO – che in ogni capitolo narrato da Ben le sentivo, era romantico ma non all’eccesso, era semplicemente perfetto. Non potevi anche tu non innamorarti di lui! Ed ovviamente – come in ogni romanzo di questa fantastica autrice – non manca la tragedia: la prima è quella palesata nella trama, quindi non vi faccio nessuno spoiler, cioè l’incendio in cui rimane coinvolta la ns. Fallon, ma la tragedia in cui si ritrova intrappolato Benton, secondo me, è assai peggiore.

Non puoi mollare ancora. Non ho ancora finito di innamorarmi di te.

Ho divorato questo romanzo in 3 giorni e l’ho amato, amato davvero. Credo sia uno dei miei preferiti della Hoover, diciamo che raggiunge il secondo posto dei “Best Hoover’s Books”.

Mi ci sono voluti quattro anni per innamorarmi di lui. Mi sono bastate quattro pagine per smettere.

Leggetelo, lettelo, LEGGETELO!

Vi innamorerete di Ben e, ancora una volta, della penna di Colleen Hoover!

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