“Non chiedermi mai perchè”, Lucrezia Scali – recensione.

Ho letto per la prima volta un romanzo di questa autrice quando ero in ferie qualche anno fa, partendo dal suo secondo pubblicato, e ne sono rimasta piacevolmente colpita. Grazie a quella lettura, ho iniziato a sentirla tramite i social e ci siamo incontrate due volte al Salone del libro di Torino e a Tempo di Libri a Milano. Avevo catalogato il suo genere principalmente in romance con una punta di chick-lit, con un fattore in comune: l’amore per gli animali e per questo motivo in ogni suo romanzo vi erano anche dei protagonisti a 4 zampe… eppure con quest’ultimo – “Non chiedermi mai perchè” – Lucrezia Scali ci ha fatto conoscere un nuovo genere che non aveva mai affrontato e la sua sensibilità.

Se volete conoscere anche voi la storia di Ottavia e della sua forza d’animo, continuate a leggere…

Autore: Lucrezia Scali

Pagine: 320

Edizione: Newton Compton Editori

ISBN: 9788822723536

Prezzo: € 10,00

Genere: Romance

Voto: 4/5

Trama: È la vigilia di Natale e Ottavia si gode uno dei periodi dell’anno che preferisce. Anche suo figlio è al settimo cielo: col nasino all’insù osserva i fiocchi di neve che imbiancano i tetti delle case. I biscotti allo zenzero sono ancora caldi, riempiono del loro profumo l’auto carica di regali, una musica allegra accompagna Ottavia, Mattia e Stefano mentre si mettono in viaggio verso la casa dei nonni. Quasi abbagliati dalla felicità, si accorgono troppo tardi della macchina davanti a loro… Ottavia si sveglia in un letto d’ospedale e capisce subito che qualcosa è cambiato: lo vede negli occhi e nella voce della madre, negli sguardi dei medici. Fuori continua a nevicare, come se la soffice coltre bianca volesse coprire ogni cosa, ma il ricordo di Mattia e Stefano è e sarà troppo vivo per potere essere dimenticato… È possibile trovare il modo per non annegare nel dolore? Si può trovare la forza, dopo aver toccato il fondo, per riscrivere il proprio destino?

Ottavia ha tutto nella vita: un lavoro che le piace e in cui si sente gratificata, un marito affascinante e amorevole, un figlio adorabile che non sta mai fermo. Ha alle spalle anche una famiglia che la sostiene e una suocera che potrebbe essere una seconda madre per lei, eppure… il Natale che sta per vivere diventerà il più brutto della sua vita.

Quando riapre gli occhi si ritrova in un letto d’ospedale e la verità la investe come un uragano: lei, suo marito e il figlioletto sono rimasti coinvolti in un incidente autostradale e… Stefano & Mattia non ci sono più e Ottavia è l’unica sopravvissuta. E’ rimasta sola al mondo e dopo averlo scoperto vorrebbe solo morire per raggiungere suo marito e suo figlio. Il medico, inoltre, le fa una domanda a cui una madre, in quel momento, non riuscirebbe a dare una risposta lucida… ma dovrà darla.

Come riuscirà a tornare alla sua vita senza gli amori della sua esistenza?
Come potrà ricominciare a vivere dopo che la sua vita è stata distrutta?

Le cose capitano a tutti, in qualche strano disegno ciclico. E questa volta è capitato a me.

Quando torna a casa, Ottavia, non è più se stessa; è una copia sbiadita di una donna senza amore. E’ arrabbiata, confusa, si sente in colpa perché avrebbe dovuto fare o dire determinate cose al marito e al figlio, finché loro erano ancora accanto a lei. Passa le giornate in apatia, quasi in apnea, distesa su un divano, senza mangiare, senza lavarsi, senza vivere…

Qualcosa dentro di me si era rotto, un meccanismo che era così semplice e che ora era difficile da aggiustare.

Un giorno, però, sua madre decide di darle una scrollata, in tutti i modi cerca di rimetterla in piedi e di affrontare il suo dolore in altro modo: ricominciando a vivere, a vedere gente nuova, a respirare nuova aria. Riesce a far incontrare la figlia con Samuele, uno psicoterapeuta che, come lei, ha vissuto una grande tragedia e che oggi organizza un gruppo di sostegno per persone che hanno avuto o stanno vivendo un lutto. Grazie a lui e alle persone che frequentano l’incontro, capirà che la vita – nonostante tutto – continua e che il miglior modo per rendere omaggio a chi non c’è più è continuare a vivere e, perché no, trovare un nuovo amore.

Cerca là fuori un uomo che ti lasci il biscotto con più gocce di cioccolato, o magari anche l’ultimo della confezione. Che scriva ancora biglietti d’amore e che la sera si addormenti con la mano sopra una qualunque parte del tuo corpo. Che sia adulto, ma che sia anche capace di farti ridere come un bambino.
Che non regali gioielli, vizi e superficialità, perché lui la ricchezza ce l’ha dentro.

Un romanzo differente dai precedenti scritti da Lucrezia. La stessa autrice ha ammesso che, nonostante sia una persona che non vuole mai farsi vedere piangere, ha inserito nella sua storia dei sentimenti che ha provato in prima persona. La sua scrittura è rimasta fresca, diretta, ma è riuscita ad aggiungerci una sensibilità che ha toccato le corde del mio cuore, e di moltissime altre autrici.

Un romanzo che chiunque dovrebbe leggere, perché insegna che la vita è preziosa e il dolore si supera,

sempre.

Prima di salutarvi se volete recuperare le mie precedenti recensioni dedicate ai romanzi di Lucrezia, cliccate qui per “La distanza tra me e te” e qui per “L’amore mi chiede di te”.

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xoxo,

Gina.