“Memories of the Alhambra”: un originale kdrama su Netflix!

Se mi seguite da un po’ di tempo saprete che una delle mie (molteplici) fisse sono i drama coreani.
Ma cos’è un kdrama?

Semplicemente è un formato di serie tv sudcoreani, simile ai dorama giapponesi, che tratta molteplici temi: dal dramma al romanticismo, passando per la comicità e le realtà scolastiche.

Se siete telefilm addicted come la sottoscritta non potete non dare una possibilità a questo format. Se, invece, siete scettici vi dico solo che su Netflix ce ne sono tanti, come il nuovissimo “Memories of the Alhambra” quindi…

di Santo Netflix vi fidate?

Se la risposta è affermativa, continuate a leggere;
se la risposta è negativa, beh… fidatevi di me e leggere per credere!

Titolo: Memories of the Alhambra

Prima tv SudCorea: 1 dicembre 2018

Prima tv ITA: 11 dicembre 2018 (Netflix)

In produzione: No

Genere: drama coreano, fantasy, romance, thriller

Stagione/i: 1

Episodi: 16

Durata: 60 ca. minuti/episodio

Personaggi principali: Hyun Bin, Park Shin-hye, Park Hoon.

Trama: Dopo aver ricevuto un’e-mail su un rivoluzionario gioco di AR sulle battaglie medievali in Alhambra , Yoo Jin-woo, CEO di una società di investimento specializzata in dispositivi ottici si reca a Granada , in Spagna, per incontrare il creatore del gioco, Jung Se -joo. Tuttavia, Se-joo non c’è e lì Yoo Jin-woo incontra sua sorella Jung Hee-joo, proprietaria dell’ostello in cui soggiorna ed ex chitarrista.
I due rimangono coinvolti in un misterioso incidente dopo il quale il confine tra mondo reale e mondo costruito da See-joo inizia a confondersi. (Fonte: www.tvserial.it)

Ho iniziato a guardare questo kdrama a metà gennaio, perché dalla scarna trama rilasciata su Netflix non mi ispirava granché, nonostante i due attori protagonisti io li conosca e li apprezzi molto. Un giorno, non sapendo quale drama iniziare, ho detto: “Dai, guardiamo almeno la prima puntata” e… una droga! Ho divorato tutti gli episodi disponibili in 3 giorni, solo perché dovevo andare al lavoro altrimenti li avrei visti in una giornata sola! 🙂

“Memories of the Alhambra” è una storia moderna, a tinte fantasy e ipnotica. Ci racconta le vicende in cui si trova immischiato il CEO di una società coreana di tecnologie, Yoo Jin-woo, che ha mostrato interesse verso un gioco di AR – realtà aumentata, creato da due giovani programmatori. Questo gioco è ambientato nella cittadina spagnola di Granada e consiste, grazie a un paio di lenti a contatto, di entrare in questo gioco medievale dove si deve saltare di livello in livello, tentando di non farsi uccidere dagli svariati personaggi che si incontreranno sul proprio cammino tra le vie esistenza della cittadina. Agli occhi dei passanti potreste sembrare dei pazzi, ma ciò che voi vedrete attraverso le lenti sembrerà davvero reale. Lo scopo di questo gioco è guadagnare più punti possibili, diventando un abile combattente e scoprire il segreto che si cela dietro ad Alhambra… o così ho capito io, perché la trama è un po’ complessa e ingarbugliata. Avete presente il film Donnie Darko? Beh, è un casino e ogni spettatore dà una sua interpretazione al finale, e così è stato secondo me per “Memories of the Alhambra”.

Ma torniamo alla storia…

Yoo Jin-woo dopo aver ricevuto una strana telefonata da uno dei due programmatori di questo gioco, decide di raggiungere la cittadina spagnola per saperne di più. Arrivato a Granada, alloggia in un ostello per coreani nel centro della città, dove fa la conoscenza di Jung Hee-joo la quale si scopre essere la sorella maggiore proprio del programmatore che l’aveva contattato, di cui ormai non si hanno più notizie.

Inizialmente tra i due ci saranno diversi scontri verbali, finché entrambi rimarranno coinvolti in esperienze tra finzione e realtà.

Yoo Jin-woo, infatti, inizierà a testare il gioco e durante uno dei numerosi log-in incontrerà un nemico. Quel nemico si scoprirà essere il suo ex migliore amico, nonché attuale marito della sua prima moglie (ok, questo fa molto Beautiful!) e i due inizieranno a duellare… finché il nostro protagonista vincerà la battaglia. L’indomani, però, avrà una scioccante notizia: Cha Hyung-seok, il suo nemico, è stato ritrovato morto, proprio nello stesso posto dove i due si erano sfidati e il maggiore sospettato dell’omicidio è proprio lui.

Inizierà così un susseguirsi di avvenimenti e colpi di scena, in cui i nostri due protagonisti si ritroveranno coinvolti: sparizioni, uccisioni, ferite sul corpo ma anche nell’anima, sentimenti inespressi, odio, vendetta e anche amore.

Dalla trama e dalle mie parole non riuscirete a capire l’intricata storia narrata in questo kdrama, che forse nel pilot mette troppa carne sul fuoco… ma pian piano verrete anche voi risucchiati in questa storia, e nel gioco. Succederanno veramente tante, troppe cose per riuscire a raccontarvi tutto senza incappare in uno spoiler, quindi non vado avanti… l’unica cosa che posso assicurarvi è che ogni puntata sarà un trip assurdo e arriverete alla sedicesima puntata non sapendo cosa potrà accadere, con un finale non scontato e assolutamente perfetto per la storia.

Hyun Bin & Park Shin-hye si sono confermati dei bravissimi e versatili attori, con un’ interpretazione vera e non stereotipata del genere fantasy e con una chimica sorprendente.

Ho amato loro due in particolare, ma anche i personaggi secondari – il mio cuore è stato catturato dal segretario del protagonista, Seo Jung-Hoon – l’ambientazione, a metà tra la Spagna e Seoul, e la colonna sonora a dir poco perfetta.

Questo kdrama forse non è al livello di altri drama che io ho definito epici, come Goblin o Just between lovers, però merita di esser visto e, nonostante sappia quasi con certezza che una seconda stagione non l’avremo mai, io ancora ci spero!

xoxo,

Gina.