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L’immensità di Freddie Mercury nel film “Bohemian Rhapsody”.

Negli ultimi giorni ho letto pareri contrastanti su questo biopic dedicato alla figura leggendaria di Freddie Mercury e dei Queen.

C’è chi l’ha amato e chi non l’ha digerito.

Forse il regista e gli sceneggiatori si sono presi molte libertà poetiche nel riportare su grande schermo l’ascesa di questo cantante dalla fantastica estensione vocale e del gruppo che ha fatto la storia del rock, e che tutti – e dico proprio tutti – conoscono, o almeno conoscono una loro canzone.

Io faccio parte del primo gruppo: a me il film è piaciuto, mi sono emozionata, ho anche pianto e ho trovato che Rami Malek sia stato strepitoso nell’interpretare Freddie Mercury.

Se non siete ancora andati al cinema ma vi incuriosisce questo film, continuate a leggere per saperne di più 🙂

Titolo originale/italiano: Bohemian Rhapsody

Regia di: Bryan Singer

Distribuzione: 20th Century Fox

Uscita italiana: 29/11/2018

Cast: Rami Malek, Lucy Boynton, Gwilym Lee, Ben Hardy, Joseph Mazzello, Aidan Gillen

Trama: Da qualche parte nelle suburb londinesi, Freddie Mercury è ancora Farrokh Bulsara e vive con i genitori in attesa che il suo destino diventi eccezionale. Perché Farrokh lo sa che è fatto per la gloria. Contrastato dal padre, che lo vorrebbe allineato alla tradizione e alle origini parsi, vive soprattutto per la musica che scrive nelle pause lavorative. Dopo aver convinto Brian May (chitarrista) e Roger Taylor (batterista) a ingaggiarlo con la sua verve e la sua capacità vocale, l’avventura comincia. Insieme a John Deacon (bassista) diventano i Queen e infilano la gloria malgrado (e per) le intemperanze e le erranze del loro leader: l’ultimo dio del rock and roll. (Fonte)

Il film racconta i primi 15 anni del famoso gruppo rock QUEEN, dai loro inizi sino al famosissimo concerto Live Aid del 1985.

Farrokh Bulsara è un ragazzo del college di origini indiano-britanniche che lavora presso l’aeroporto londinese di Heathrow come addetto ai bagagli. Una sera, in un club, rimane affascinato da un gruppo che si esibisce – gli Smile – e alla fine della serata li cerca, trovandoli nel parcheggio appena dopo esser stati abbandonati dalla voce solista. Farrokh incontra così il chitarrista Brian May e il batterista Roger Taylor e si offre di sostituire il loro cantante Tim Staffell. Folgorati dalla potente voce del ragazzo, il duo decide di dargli una possibilità e, aggiungendo al gruppo il bassista John Deacon, nascono i QUEEN.

Iniziano così a girare per i locali di tutta la Gran Bretagna e riescono a crearsi un seguito; vendono il loro furgone per potersi finanziare la registrazione del primo album finché una importante etichetta discografica – la EMI – li contatta e, così, firmano con loro un vero contratto discografico. Intanto Farrokh si fidanza con Mary Austin e decide di cambiare il suo nome legalmente in Freddie Mercury.

L’album scala le classifiche e i QUEEN partono per un tour americano. La lontananza da casa, il successo insperato, probabilmente anche lo stress, portano Freddie ad aggrapparsi alla figura di Paul Prenter, suo manager personale che essendo omosessuale tenta di sedurre Freddie, il quale lo respinge inizialmente pensando all’amore della sua vita, cioè Mary; comprenderà, proprio parlando con quest’ultima, che la sua sessualità sta cambiando e forse si sta rendendo conto di essere bisessuale.

Il successo continua, Mary lascia Freddie ma restano amici perchè per lei sarà per sempre il suo “love of my life” (titolo che darà a una delle loro canzoni). Mary inizialmente asseconda questa amicizia quasi morbosa con Freddie, ma deciderà di dare anche lei una svolta alla sua vita.

Nei primi anni ’80 nel gruppo nascono delle tensioni e Freddie decide di firmare un contratto come solista; il gruppo, così, si scioglie momentaneamente, fino alla richiesta di partecipazione del quartetto al LIVE AID

Il resto è storia.

Come ho detto a inizio post, questa pellicola ha diviso il pubblico in due: c’è chi l’ha amato e chi no. Probabilmente non è stato fedelissimo alla vera storia di Freddie e del gruppo, ma io trovo che abbia voluto omaggiare questa figura leggendaria e immortale e che il compito sia stato assolto senza problemi.

Rami Malek – protagonista della famosa serie tv “Mr. Robot” oltre che uno dei personaggi di “The Twilight Saga – Breaking Dawn part 2” – penso abbia fatto un enorme lavoro per rendere la sua interpretazione perfetta. Ha reso Freddie vero e non ha infangato la sua memoria, anzi. Essendo già indimenticabile, il Freddie di Rami è altrettanto indimenticabile.

Io conosco la maggior parte delle canzoni dei Queen, come credo il 99% degli amanti della musica, ma non conoscevo la storia della band e di Freddie e ho apprezzato molto questo film – nonostante la sua infedeltà per quanto riguarda gli eventi “storici”.

Vi lascio qui sotto il video del tributo fatto da una scuola di teatro musicale di Novara, ovviamente ai Queen e alla canzone “Bohemian Rhapsody”, che ha dato – come sapete – il titolo alla pellicola.

Is this the real life? Is this just fantasy?
Caught in a landslide, no escape from reality
Open your eyes, look up to the skies and see

xoxo,
Gina.
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Credits img: Google Immagini
Credits video: Youtube Italia