La seconda stagione di “Tredici”: cosa ne penso?

Ho appena terminato di guardare la seconda stagione di “Tredici” e… cosa posso dirvi?

Partiamo dal presupposto che, secondo me, questa stagione numero 2 poteva anche non esistere, perchè il cerchio si era chiuso con la prima stagione. E’ vero che molte storie, tutte collegate alla protagonista, erano rimaste in sospeso, ma era giusto che fosse così.

Naturalmente dopo il grande successo riscosso dalla prima stagione, poteva Netflix non cavalcare l’onda? Assolutamente no. E io, nonostante il mio scetticismo, potevo non guardarla? Assolutamente no!

Ergo, eccovi il mio pensiero sulla seconda stagione di “Thirteen Reasons Why”… e tranquilli, è rigorosamente spoiler-free!

Partiamo dall’inizio: di cosa parla “Tredici” – titolo originale “Thirteen reasons why”?

Serie tv basata sul romanzo “13” di Jay Asher, ci racconta le vicende che seguono il suicidio dell’adolescente Hannah Baker, la quale ha registrato su delle cassette i tredici motivi che l’hanno spinta a suicidarsi.

Nonostante il forte tema trattato, partendo dal suicidio, passando per la violenza sulle donne, l’omosessualità, il bullismo e le violenze domestiche, la prima stagione è stata una delle migliori che io abbia mai visto. Sia dal punto di vista recitativo che qualitativo: per una volta, una serie tv per adolescenti (e non solo) ha portato alla luce non in modo romanzesco l’attualità e purtroppo tutto ciò che i giovani di oggi possono trovarsi ad affrontare, a combattere, a vincere o meno. A parte le innumerevoli spettatori che hanno tacciato questa serie tv come se “giustificasse il suicidio”, io credo che sia un prodotto tv giusto per far comprendere cosa un ragazzo debba fare se si ritrova in una situazione del genere: deve chiedere aiuto, deve parlarne, non deve chiudersi in se stesso. Probabilmente “più facile a dirsi che a farsi” per chi vive tutto ciò, ma se “Tredici” può dare una mano a chiedere aiuto, perchè non farlo vedere?

Visto l’enorme successo – sia grazie ai pro che ai contro – Netflix ha deciso di creare una seconda stagione, questa volta liberamente ispirata al romanzo (visto che il libro di Asher termina come finisce la prima stagione), raccontando le conseguenze che la morte di Hannah ha avuto sulle vite di Clay e dei suoi compagni di scuola, oltre a raccontare da ogni punto di vista di quest’ultimi chi era Hannah e chi erano loro, durante il processo che la madre della ragazza ha intentato contro la scuola, colpevole di non aver colto il grido di aiuto della figlia.

Poteva rivelarsi un’ottima seconda stagione, ma non lo è stata sopratutto a causa del finale: un finale aperto, banale e intenzionato a far proseguire la serie con una terza stagione e un nuovo caso di tentato omicidio/suicidio.

Perché non mi ha convinta questa seconda stagione?

La stagione ruota attorno al processo e vengono chiamati a deporre tutti i ragazzi coinvolti nella vita di Hannah per parlare e spiegare chi era la loro compagna e qual’ era il suo comportamento (arrivando anche a denigrarla, a puntarle contro il dito per certi atteggiamenti, tipici degli adolescenti); ciò, però, non ha portato a una soluzione, alla comprensione che gli adulti dovevano avere, all’aiuto che i ragazzi chiedevano, ma ha offerto degli adulti che non ascoltano, ma fanno finta di nulla, arrivando a buttare benzina sul fuoco e alimentando, così, i problemi che un giovane bullizzato potesse avere.

Doveva essere una serie “salvavita” e invece, con la seconda stagione, questo proposito si è lasciato al caso e tutto è andato a rotoli, portando appunto a un finale aperto, in cui si ostenta una nuova tragedia che, negli ultimi due episodi, aleggiava nell’aria.

Potevano benissimo terminare la serie con la prima stagione, lasciando il processo aperto, dando la speranza a noi spettatori che la tragedia accaduta potesse essere usata da monito agli adulti e ai ragazzi, aiutandoli così a trovare il coraggio di parlare, di sfogarsi, di farsi aiutare, evitando che un’altra persona potesse subire violenze gratuite da coetanei e non arrivando a prendere una decisione sbagliata come quella presa da Hannah.

Hanno voluto continuare questa serie solo per “soldi” e ne hanno rovinato il potenziale.

Ora con la possibilità di una terza stagione, non so se riusciranno a riparare ciò che hanno rotto con la stagione n. 2; comunque io, se dovessero farla, per curiosità la guarderò e spero che possano riportare “Tredici” a ciò che era nella prima serie.

Vi lascio qui sotto il trailer ufficiale:

E voi avete guardato la seconda stagione? Cosa ne pensate?

xoxo,

Gina.

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