“Green book”: un film sull’uguaglianza dell’amicizia.

Questo film non l’avevo inserito nella mia lista dei “da vedere” perchè era stato poco pubblicizzato, ma quando ho recuperato sul web il trailer ne sono rimasta incuriosita.

Purtroppo nei cinema della mia zona è stato poco in programmazione, per questo ieri sera ho recuperato la visione in un cinema un po’ più lontano da dove vivo… e sono stata contenta della scelta!

Oggi vi parlo di “Green book”, film interpretato da Viggo Mortensen (Il signore degli anelli) e Mahershala Ali (Moonlight).

Titolo originale/italiano: Green book

Regia di: Peter Farrelly

Distribuzione: Eagle Pictures

Uscita italiana: 31 gennaio 2019

Cast: Viggo Mortensen, Mahershala Ali, Linda Cardellini, Don Stark, P.J. Byrne, Sebastian Maniscalco, Brian Stepanek, Nick Vallelonga.

Trama: New York City, 1962. Tony Vallelonga, detto Tony Lip, fa il buttafuori al Copacabana, ma il locale deve chiudere per due mesi a causa dei lavori di ristrutturazione. Tony ha moglie e due figli, e deve trovare il modo di sbarcare il lunario per quei due mesi. L’occasione buona si presenta nella forma del dottor Donald Shirley, un musicista che sta per partire per un tour di concerti con il suo trio attraverso gli Stati del Sud, dall’Iowa al Mississipi. Peccato che Shirley sia afroamericano, in un’epoca in cui la pelle nera non era benvenuta, soprattutto nel Sud degli Stati Uniti. E che Tony, italoamericano cresciuto con l’idea che i neri siano animali, abbia sviluppato verso di loro una buona dose di razzismo. (Fonte)

Se non sono abbastanza nero, né abbastanza bianco, né abbastanza uomo, allora che cosa sono?

Film candidato a 5 premi Oscar, ci racconta la storia vera di un’amicizia nata per caso tra un buttafuori italoamericano e un pianista classico di colore nell’America degli anni ’60, quando molte persone venivano denigrate e mortificate solo per il differente colore della pelle.

Tony Lip lavora di notte in un locale come sicurezza, ma quando quest’ultimo viene chiuso per un paio di mesi per lavori si trova momentaneamente senza lavoro. Come potrà guadagnare soldi, per mantenere moglie e figli, senza cadere nelle trappole dei mafiosi italiani? La sua capacità di raccontare balle non potrà per sempre aiutarlo…

Viene, così, contattato da un amico che lo indirizza verso un lavoro come autista. Tony pensa sia un lavoro semplice, che consiste in portare a spasso un medico e invece si ritrova davanti Don Shirley, un “dottore” di colore, il quale è in realtà un grande pianista che fa parte di un trio di musica classica.

Inizialmente Tony è restìo ad accettare il lavoro, che consisterà nel portare Don Shirley da New York per 2 mesi in giro per varie città americane per una tournè in teatri e ville di gente facoltosa, per – appunto – il colore della pelle del musicista. Invogliato, però, dalla paga settimanale e spinto anche dalla propria moglie, accetta il lavoro.

Don sa benissimo che dovrà affrontare varie difficoltà, ma si affida alla prestanza fisica di Tony. A quest’ultimo viene consegnato il Green book, un libro creato per le persone di colore con elencati alberghi e ristoranti in cui gli afroamericani possono alloggiare e mangiare.

Inizia così il viaggio di queste due persone così differenti, ma che li porterà a conoscersi e a non fermarsi più davanti al pregiudizio o all’odio razziale. Don imparerà ad essere meno impostato, grazie alla meridionalità del suo autista, e Tony imparerà quanto è ingiusta la discriminazione, grazie alla bontà d’animo del suo “capo”.

Ho semplicemente adorato questo film, ho amato l’interpretazione di entrambi gli attori che sono stati divertenti e commoventi. Un film di più di due ore che riesce a portare lo spettatore nell’auto insieme ai protagonisti, mangiando pollo fritto e scrivendo lettere d’amore, che culminerà la notte di Natale con la nascita di una forte amicizia.

Voi l’avete visto? Ne recupererete la visione prima della notte degli Oscar?

xoxo,

Gina.