“Elite”: la nuova serie tv trash spagnola di Netflix… da vedere!

Ci sono trash e trash, sia nel mondo della letteratura che sul piccolo schermo. Ci sono quei prodotti trash di cui non riesci a capirne il senso, ma ci sono anche quei prodotti che sono talmente trash che non ne puoi fare a meno, e hanno al loro interno un messaggio ben preciso.

“Elite” fa parte di quest’ultima categoria.

Una nuova serie tv made in Spain targata Netflix che come forza ha 3 attori che tutti abbiamo conosciuto e amato grazie a una piccola chicca, sempre iberica, dal nome “La casa di carta”.

Se volete (ri)vedere Denver, Rio e Alison Parker ma questa volta al liceo, non lasciatemi scappare questa serie tv!

Cosa succederebbe in una scuola di giovani ricchi se dovessero iniziare a frequentarla tre ragazzi dal diverso ceto sociale? E se fossero una musulmana, un egocentrico teppista e un timido fratello di un galeotto?
Probabilmente, detta così, potrebbe sembrare qualcosa di banale, già visto e rigorosamente trash (come ho detto prima), ma ciò che guarderete vi sorprenderà…

Il sodalizio Netflix+Spagna continua e ci viene proposto un teen-drama dalle tinte noir, che io ho davvero apprezzato nonostante il mix di trash e clichè del genere.

Siamo in Spagna, a Las Encinas, in un istituto facoltoso frequentato da coloro che hanno “il futuro in mano”, qui studiano i figli dell’Elite di Spagna, ma insieme a loro troveremo misteri, bugie e… un omicidio.

Quando tre ragazzi della classe operaia vengono ammessi in questo istituto, dopo il crollo della loro scuola e la decisione del consiglio locale di distribuire gli studenti rimasti “senza scuola” in diverse aree della città, la vita dei figli di papà cambierà drasticamente… o forse verrà allo scoperto tutto il marcio che hanno sempre tranquillamente nascosto sotto il costoso tappeto della propria enorme villa, altrettanto costosa.

In “Elite” si trovano tutti argomenti tanto crudi quanto sinceri, raccontati in un modo talmente esplicito che secondo me ha centrato subito il bersaglio. Questa serie ci spiega come i ragazzi di oggi, ormai, crescano molto – forse fin troppo – velocemente, grazie ai social e a internet, portando in primo piano oltre agli errori che commettono dovuti all’età, anche le loro fragilità e problemi.
Si parla, come ho anticipato prima, di razzismo, di diversità di ceto sociale ma anche di bullismo e droga, di HIV e sesso.

Marina – la protagonista principale, che in “La casa de papel” interpretava Alison Parker – è una ragazza ribelle e insofferente verso la propria famiglia, ammalata di HIV; ha un fratello maggiore, Guzman, che è il tipico ragazzo ricco dalla faccia di bronzo, a cui piace denigrare tutto e tutti, che ha una relazione di solo sesso con Lu, una compagna di classe ricca e piena di sé che vuole essere sempre la prima in tutto. I tre ragazzi che irromperanno nelle loro vite saranno Samuel, Nadia e Christian (Rio in “La casa de papel”): il primo è il classico bravo ragazzo che finirà per innamorarsi di Marina; la seconda è una ragazza musulmana che ambisce alla borsa di studio per potersi trasferire in America a studiare; l’ultimo è un belloccio che non pensa allo studio, ma a diventare un influencer, utilizzando il suo corpo.

Tra gli altri compagni di classe ricchi conosceremo Polo e Carla, due fidanzati che trovano noioso il loro rapporto e per questo iniziano una relazione “a tre” con Christian, il quale inizialmente non approva la cosa ma successivamente – intrigato dalla bella e bionda Carla – si ritroverà in questa strana relazione. Conosceremo poi Ander, uno degli amici di Guzman, che invece vive la propria vita per accontentare il padre giocando a tennis, ma scoprirà di essere gay e di provare un’attrazione verso Omar, fratello di Nadia, musulmano che spaccia erba per racimolare qualche soldo in più.

Per ultimo, ma non per importanza, c’è Nano (il mio amato Jaime Lorente, Denver de “La casa de papel”): fratello maggiore di Samuel, è appena uscito di carcere e deve una grossa somma di denaro a chi, quando era rinchiuso, l’ha aiutato a sopravvivere tra le mura della galera. Lui sentirà immediatamente verso Marina una forte attrazione, che culminerà in una notte di sesso che porterà a enormi (e tragiche, come vedrete) conseguenze…

A visione terminata posso dire che questa serie tv è un mix tra Gossip Girl, Skins e Riverdale ma non temi un tantino più importanti, come razzismo, diversità di tenore di vita, ricchezza, povertà, spaccio di droga e vita sessuale molto attiva per dei sedicenni.

Ho apprezzato tutto e ritengo sia un telefilm sincero, anche se molto esplicito. La prima stagione, che trovate interamente disponibil su Netflix, è formata da soli 8 episodi e terminato con un finale “aperto” – dopo aver scoperto l’assassino di uno dei protagonisti – che fa ben sperare in una seconda stagione.

xoxo,

Gina.