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“Doctor John”, un kdrama forte nella sua delicatezza.

Ed eccomi qui, ancora una volta, a parlarvi di un drama coreano. Questa volta vi parlo – nientepopodimenoche – di un kdrama con protagonista uno dei miei k-attori preferiti evah: “Doctor John”.

Ji Sung interpreta un dottore in anestesia e medicina del dolore, con un’interpretazione da pelle d’oca.
Per conoscere la storia del dottor Cha, continuate a leggere 🙂

Titolo: Doctor John

Prima tv SudCorea: 19 luglio 2019

Prima tv ITA: inedito

In produzione: No – concluso

Genere: drama coreano, medicaldrama, romance

Stagione/i: 1

Episodi: 32

Durata: 30 ca. minuti/episodio

Personaggi principali: Ji Sung, Lee Se-young, Lee Kyu-hyung,Hwang Hee.

Trama: Si pensa che un medico abbia il sacro dovere di salvare la vita di un paziente. Ora però le cose sono differenti. Ci sono altri aspetti da considerare che vanno oltre il salvare una vita. Le medicine odierne si sono sviluppate in modo notevole, ed è spesso possibile salvare la vita di una persona sull’orlo della morte. Occorre però capire se salvare questa vita sia di beneficio per il paziente. Cha Yo Han è un promettente dottore a cui bastano solo 10 secondi per capire la patologia che affligge un paziente. Le sue incredibili capacità gli stanno dando modo di farsi una fama, ma si trova a confrontarsi con un paziente che cambierà tutta la sua vita. Kang Si Young è una dottoressa dal cuore grande e la sua famiglia è stata composta da dottori per generazioni. Ha preso il suo talento dalla madre, mentre dal padre ha ereditato la grande empatia. Un giorno, però, lascia l’ospedale all’improvviso. Un anno dopo, si reca a prestare le sue capacità come medico temporaneo presso il penitenziario, e lì incontra un recluso che è un ex dottore. È un genio capace di comprendere quale sia la patologia di un paziente in 10 secondi. Dopo averlo incontrato, la vita di Si Young cambia del tutto. E il giorno in cui torna all’ospedale, incontra nuovamente l’ex dottore. Questa volta, però, è un professore. (Fonte: Viki.com)

Che dire. Quando termino un kdrama con protagonista JiSung, in realtà non so mai che dire.

“Doctor John” inizia in carcere. Una dottoressa – Kang Shi Young – viene scelta per diventare il medico della struttura e si troverà faccia a faccia con un uomo, di cui non sa nulla se non solamente il suo numero identificativo, che ha molta esperienza in ambito medico. Quest’ultimo è conosciuto in carcere e tutti i detenuti hanno una sorta di riverenza nei suoi confronti.

Tra la dottoressa e il misterioso galeotto ci sarà immediatamente stima, ma entrambi si studieranno a vicenda finché lei non tornerà a lavorare in ospedale… e sarà proprio lì che incontrerà l’uomo conosciuto in carcere. Lui è Cha Yo Han, un dottore in anestesia e medicina del dolore, che ha passato due anni in carcere per aver praticato l’eutanasia a un paziente malato terminale.

Il suo ritorno al lavoro crea molto clamore, ma anche molta curiosità visto che il dottor Cha è in grado di fare una diagnosi in pochi secondi, diagnosi che si rivela sempre corretta.
Durante il drama assisteremo alla conoscenza del dottor Cha sia come medico che come uomo – il quale ha un segreto che se dovesse essere svelato potrebbe mettere in serio pericolo la sua carriera. Inoltre conosceremo anche la vita di Shi Young, che ha dovuto passare un’esperienza traumatica che l’aveva portata, prima di tornare al lavoro, ad allontanarsi dalla Medicina, così da farle perdere un anno di tirocinio.

In questo drama si affronta la controversa questione dell’eutanasia, oltre al lato psicologico che affettivo dei malati terminali. Non mancherà la parte romance, che comunque ha un’importanza secondaria rispetto alla trama medica.

Inizialmente ho descritto “Doctor John” come una storia a metà tra i famosi serial americani “Grey’s Anatomy” e “Dottor House”, ma a visione terminata posso affermare che, visto il tema importante, questo kdrama è qualcosa di differente da me non ancora visto in altre serie tv. Tutto è stato affrontato con la delicatezza che contraddistingue i drama coreani.

Nessun essere umano può sentire come proprio il dolore altrui.
Tutto quello che possiamo fare è cercare di capire.
Comprendere il dolore di una persona è capire quella persona.

Cast perfetto, dai personaggi primari ai secondari, con una colonna sonora bellissima; dialoghi forti, ma anche da batticuore. Forse le ultime due puntate sono state un po’ frettolose, comunque la storia è stata ben delineata e raccontata, non lasciando buchi narrativi e dando una risposta alle questioni a cui noi, durante la visione, non sapevamo darne una.

Ovviamente ve lo consiglio, non solo per Ji Sung ma per il tema narrato e la profondità dei dialoghi, con qualche piccolo spazio anche per ironia e romanticismo.

Alla prossima k-recensione 🙂

xoxo,

Gina.

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Fonte img: Google Italia.