“Descendants of the Sun” è stato il quinto kdrama che ho guardato in questa lunga estate di… drama coreani 🙂

Come vi avevo raccontato in questo e in questo articolo sono i fissa con i drama coreani e ne sto divorando uno dietro l’altro, perdendo anche ore di sonno (e non sto scherzando!).

Quando entri nel tunnel di queste tv series non ne hai scampo e ti domandi, da telefilm addicted quale sei, come hai fatto fino ad ora a vivere guardando solo serie tv americane e inglesi.

Il Sud Korea sforna series di tutti i tipi, per tutti i target e spaziando dal romance, al melodramma, al fantasy con estrema semplicità e fascino.

L’ultimo drama che mi ha rubato il cuore è stato “Descendants of the Sun” con un affascinante Song Joong-Ki, che mi ha fatto dimenticare per la durata di tutte e 16 le puntate la mia cotta per Lee Min-Ho (basti leggere i miei sproloqui degli scorsi articoli).

Cos’ha di speciale questo drama, oltre naturalmente al protagonista?

Se volete saperlo, continuate a leggere 🙂

Titolo: Descendants of the Sun

Prima tv SudCorea: 24 febbraio 2016

Prima tv ITA: inedito

In produzione: No

Genere: drama coreano, romantico, azione

Stagione/i: 1

Episodi: 16

Durata: 60 minuti/episodio

Personaggi principali: Song Joong-ki: Yoo Si-jin; Song Hye-kyo: Kang Mo-yeon; Jin Goo: Seo Dae-young; Kim Ji-won: Yoon Myeong-joo.

Trama: Yoo Si-jin è il capitano di un’unità di forze speciali della Corea del Sud. In un giorno di riposo, lui e il sergente maggiore Seo Dae-young atterrano un ladro che, ferito durante la cattura, viene spedito in ospedale. Anche i due militari si recano alla struttura quando Dae-young realizza che il suo cellulare è stato rubato. Al pronto soccorso, Si-jin incontra la dottoressa Kang Mo-yeon e si innamora di lei a prima vista. I due iniziano a frequentarsi, ma, dopo alcuni appuntamenti falliti per via del lavoro di lui, convengono che una relazione tra loro non è possibile a causa delle molte diversità di valori e comportamenti. Poco dopo Si-jin parte per guidare i suoi soldati in una missione di pace nello stato balcanico di Urk. Otto mesi più tardi, dopo aver rifiutato le avance sessuali del direttore dell’ospedale, Mo-yeon viene incaricata, per punizione, di dirigere la squadra medica in Urk. Qui, mentre affrontano casi diplomatici, disastri naturali, vari traffici illeciti ed un’epidemia, lei e Si-jin si avvicinano di nuovo.

Cos’ha tanto di speciale, per me, “Descendants of the sun”?

Il lavoro dei due protagonisti.

Lui – Yoo Si-Jin – è il capitano di un gruppo militare delle forze speciali Sud Coreane, lei –Kang Mo-Yeon – è un medico/chirurgo di un ospedale di Seoul. Entrambi danno il loro impegno giornaliero per salvare vite ed entrambi mettono al primo posto il loro lavoro, rispetto alla propria vita sentimentale. Eppure, quando si “scontrano” – dovrete guardare almeno i primi 2 episodi per capire cosa intendo – non possono che sentirsi attratti l’uno all’altra.

La sola differenza tra i due è che lui sa perfettamente il lavoro che lei fa, mentre lei… lo capirà solo andando avanti nella relazione. Inizialmente la dottoressa Mo-Yeon non riuscirà ad accettare il lavoro di Si-Jin, a causa dei molti segreti che il giovane ha sul suo lavoro, ma la vita, come sempre, è imprevedibile e i due si ritroveranno a dover affrontare la stessa catastrofe ambientale e si riavvicineranno.

Oltre alla storia d’amore tra i due protagonisti, veniamo a conoscenza anche dell’intesa di altri due militari – Seo Dae-Young e Yoon Myeong-Joo – e della vita del gruppo di medici dello stesso ospedale della protagonista, che la seguiranno nel periodo di volontariato all’estero.

Non mancheranno l’ironia e la tragedia, oltre all’amore – in tutte le sue sfaccettature – che è il cuore pulsante di tutta la serie.

Per me la visione di questo kdrama è stata speciale ed è diventato, sino ad ora, uno dei miei preferiti.

Vi suggerisco di vederlo se, come me, andate in brodo di giuggiole davanti ad una divisa e se, naturalmente, siete delle romantiche fino al midollo.

N.b.: I due protagonisti nella realtà si sono innamorati e ad ottobre di quest’anno convoleranno a nozze! Quando si dice: “Galeotto fu il set cinematografico” 😉

xoxo,

Gina.

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