“Assassinio sull’Orient Express”: dal film del 1974 al remake del 2017.

Non sono un’amante dei gialli, sopratutto dei romanzi. Può capitare io guardi film o serie tv a tema mistery, ma non mi sono mai addentrata nella lettura di libri di questo genere… anche se ultimamente sto cercando di rimediare 🙂

Agatha Christie è considerata tutt’ora la “giallista” per eccellenza, “La signora del giallo”: ha scritto innumerevoli opere tra cui la bellezza di 66 romanzi gialli da cui sono stati tratti molti film.

“Assassinio sull’Orient Express” (1934) forse è il più famoso dei suoi scritti e il primo film vide la luce sul grande schermo nel 1974, con alla regia Sidney Lumet e protagonista Albert Finney; oggi è stato creato il remake di questo film con regista e attore protagonista Kenneth Branagh. Io sono andata a vederlo al cinema e, non avendo ne letto il romanzo ne visto il film precedente, posso dire di esserne rimasta piacevolmente colpita; un film con la F maiuscola che credo potrà piacere a tutti, da chi ha vissuto il film degli anni ’70 a chi, come me, non l’ha mai visto.

Se volete saperne di più sul film con protagonisti oltre a Kenneth Branagh, Johnny Depp, Penelope Cruz, Michelle Pfeiffer e Judi Dench, continuate a leggere!

Titolo originale: Murder on the Orient Express

Titolo italiano: Assassinio sull’Orient Express

Regia di: Kenneth Branagh

Distribuzione: 20th Century Fox

Uscita italiana: 30 novembre 2017

Cast: Kenneth Branagh, Johnny Depp, Penelope Cruz, Michelle Pfeiffer, Judi Dench, Willem Dafoe, Josh Gad, Leslie Odom Jr.,  Daisy Ridley, Michael Peña, Lucy Boynton, Derek Jacobi, Tom Bateman, Marwan Kenzari.

Trama: Sullo sfondo degli anni Trenta, dell’Art déco e del turismo esotico, Hercule Poirot scova colpevoli e sonda con perizia le sottili meccaniche criminali. Atteso a Londra con urgenza, trova sistemazione, lusso e conforto sull’Orient Express. Ma una valanga e un omicidio interrompono presto i suoi piccoli piaceri, la lettura di Dickens e la simmetria delle uova la mattina. Mister Bouc, il direttore del treno preoccupato della polizia e dello scandalo, chiede a Poirot di risolvere il caso. Bloccato con tredici passeggeri, tutti sospettati, il celebre detective improvvisa un’indagine che lo condurrà dove nemmeno lui aveva previsto. [Fonte trama:www.mymovies.it]

Siamo negli anni ’30 e facciamo immediatamente la conoscenza di Hercule Poirot, il famosissimo detective belga con un marcato ed inconfondibile accento francese.

Poirot si trova a dover scovare il ladro di una santa reliquia, avvenuta in una chiesa dove i maggiori sospettati sono un rabbino, un prete ed un himam. Immediatamente gli indizi lo portano a scoprire e a far arrestare il vero colpevole, il quale non è uno dei 3 sospettati.

Per un veloce susseguirsi di eventi Poirot riesce a prendere l’Orient Express, per poter arrivare in orario a Londra, nonostante sul treno non ci siano più posti disponibili. Una sua vecchia conoscenza, nonchè amico di vecchia data, è il direttore del treno e riesce a farlo partire.

Sul treno viaggiano molte persone, di diverse etnie e professioni, i quali non potrebbero che essere l’uno più diverso dall’altro, eppure ognuno di loro nasconde un segreto… segreto che Poirot dovrà scoprire quando uno di loro viene assassinato durante la notte, dopo aver ricevuto un messaggio minatorio scritto.

Poirot con il direttore del treno iniziano a raccoglie gli indizi e ad interrogare uno ad uno i passeggeri, quando – a causa di una valanga che blocca il treno su un ponte – rimangono bloccati nella neve.

Piano piano tutti gli indizi prenderanno forma e si riveleranno essere ognuno un anello di una catena al cui vertice vi era l’assassinio avvenuto su quel famoso e maledetto treno.

Non vi svelo altro perchè questo film è stata una grande sorpresa e voglio che, se andrete a vederlo al cinema, sorprenda anche voi!

Erano circa le 5 di una mattina d’inverno, in Siria. Lungo il marciapiede della stazione d’Aleppo era già formato il treno che gli orari ferroviari internazionali indicavano pomposamente col nome di Taurus Express, e che consisteva in due vetture ordinarie, un vagone-letto e un vagone-ristorante con annesso cucinino.
Vicino alla scaletta di uno degli sportelli del vagone-letto, un giovane tenente francese, splendido nella sua uniforme, conversava con un omino imbacuccato fino alle orecchie e del quale erano visibili solo il naso arrossato e le punte di un paio di baffi arricciati all’insù.

xoxo,

Gina.

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